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L’Orto Botanico di Padova, hortus simplicium

Padova, La Dotta, è la città con una delle Università più antiche d’Europa. Ed il suo Orto Botanico, il giardino dei semplici, non è da meno. Lo scorso anno, in autunno, sono andata a visitarlo e consiglio a tutti un viaggio qui, tra storia e natura.

Hortus simplicium, il giardino, l’orto dei semplici.

I semplici erano quei medicamenti fatti con piante e parti di esse, come fiori, foglie, radici e cortecce. Erano utilizzate per creare impasti, unguenti e tisane che curassero determinate patologie. Ippocrate, medico greco vissuto tra il 400 ed il 300 a.C., classificò per primo alcune delle piante medicinali, poi lo fece Plinio il Vecchio ed altri ancora.

Il medico era prima di tutto un naturalista e botanico.

La coltivazione di piante officinali in questi giardini era riservata, nel Medioevo, ai monasteri. Cinti da mura si riservava una parte alle piante medicinali, un’altra ad alberi da frutto, tutto per il sostentamento dei monaci.

L’Orto Botanico di Padova fu istituito nel 1545, non per un monastero, ma per l’Università.

L’Ateneo patavino era già famoso per gli studi sulle piante applicati alla medicina. Così l’hortus aveva lo scopo didattico di far conoscere agli studenti i nomi ed i segreti di molte piante prima sconosciute, per classificarle e poterle utilizzare.

Il muro circolare venne costruito come protezione dai numerosi furti notturni. Avvenivano per la rarità di alcune specie e per il valore dei medicinali creati dalle piante coltivate.

L’importanza di un orto botanico come quello di Padova è indubbia, esso ha contribuito all’accrescimento della conoscenza e della cultura nel campo della botanica, della medicina e della farmacia. 

Nei secoli l’Orto di Padova è cambiato, lasciando però intatta l’atmosfera antica, eppure viva e mistica che si riscopre camminando tra il “vecchio” ed il “nuovo”.

Dal 2014 è aperto al pubblico il Giardino della Biodiversità. Si tratta di un progetto espositivo fatto di pannelli, aiuole, serre, dedicati a temi ed ambienti specifici.

L’Orto Antico ha al suo interno 3500 specie diverse.

Ora il focus su tre specie che più mi colpiscono e che si possono osservare camminando nell’Orto Botanico patavino:

ARAUCARIA - PALMA DI sAN PIETRO - GINKGO

Cliccando su ogni immagine si atterra sulla spiegazione. 

Purtroppo l’emergenza Covid19 ha reso attualmente difficoltoso il viaggiare e l’Orto stesso ha chiuso al pubblico il 5 novembre.

Ti lascio un po’ di immagini da me scattate lo scorso anno, in un pomeriggio di pioggia autunnale.

Per visitarlo (almeno un po’) virtualmente ecco il link al sito ufficiale: ORTO BOTANICO DI PADOVA

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