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Mario Rigoni Stern, la neve, la luna e l’alba

Domando tante volte alla gente: avete mai assistito a un’alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura. A un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, l’aria flessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle. E per conto mio è proprio il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina. E sentirai per esempio il canto del codirosso, poi sentirai il pettirosso, poi magari vedrai un capriolo. Sì il capriolo è un animale notturno, incominci a vedere che rientra nel bosco, lo individui e poi sparisce, l’immagine che esce da lì è quella del cervo e quando poi magari, quando il cielo è chiaro e le stelle sono sparite, ti accorgi che sopra di te vola un’aquila. Ma prima hai sentito il brivido.”

Mario Rigoni Stern

Ho cominciato a sentir parlare di Marcesina ai tempi dell’università, dai colleghi che provenivano dall’Altopiano dei 7 Comuni, Asiago, Enego, Foza, Gallio, Lusiana-Conco, Roana e Rotzo.

Sono stata sulla Piana di Marcesina prima che fosse conosciuta purtroppo per i fatti tragici del 2018, con la Tempesta Vaia a soffiar via abeti, larici e faggi.

È la Piana degli innamorati, quella che ho trovato io. La neve, la Luna e l’alba del nuovo giorno. 

Ci tornerò, ad onorare, nuovamente, le parole di Mario Rigoni Stern:

Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcésina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero come sarebbe triste il mondo.

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