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di Lorenza Faccioli

di Lorenza Faccioli

In Lessinia tra neve, traffico, visioni e magia

Quest’anno così beffardo era inevitabile ci offrisse tanta neve sulle montagne che solitamente, in tardo autunno, restavano a secco. Le perturbazioni nelle settimane scorse hanno messo a dura prova molti territori del Veneto e non solo. Domenica, giorno di Santa Lucia, finalmente il sole e tanta gente sulla neve.

Per farla breve, il Covid è entrato anche in casa nostra. Di conseguenza, tra un positivo sintomatico ed una negativa, visto che i poli opposti si attraggono, siamo entrambi rimasti in quarantena per 40 giorni, come etimologia e responsabilità comandano. Fortunatamente stiamo entrambi bene ma è inutile negarlo, questo virus è subdolo e non bisogna sottovalutarlo. 

Finalmente, domenica 13 dicembre siamo usciti per trascorrere una giornata di sole all’aria aperta. 

Ci siamo diretti in Lessinia orientale, a Campofontana. Lì, come in tutti i punti nevralgici del territorio montano, c’erano davvero tante persone. Più che tante persone, l’impatto maggiore lo han prodotto le tantissime auto parcheggiate un po’ ovunque. Per  il resto ci siamo incamminati nella neve, anche indossando le ciaspole ed incontrando pochi escursionisti. 

Come spesso mi capita di scrivere, la maggior parte delle persone non si sforza di programmare la gita privilegiando itinerari diversi dai soliti, si ammassa sempre i quei 5-6 luoghi stra conosciuti e percorsi. Non è sempre un male, ma in tempi di pandemia sarebbe meglio impegnarsi un po’ di più, visti gli strumenti a disposizione. 

Il fiato e le gambe non più allenati, ci hanno fatto rallentare, permettendomi però di fare qualche fotografia. La nebbia in pianura faceva sembrare i Colli Berici ed Euganei delle isole che emergevano dal mare. 

Una volta terminato il nostro percorso, anzichè tornare a casa, siamo scesi in Val d’Illasi e risaliti in Lessinia centrale, passando da Velo Veronese attorno le 16.30, con l’intento di gustarci il tramonto.

Idea non contemplata dall’enorme quantità di persone che a quell’ora si è incolonnata con l’auto per tornare a casa con il primo buio dopo una giornata di sport, gioco e relax sulla neve. Una cosa davvero mai vista. 

Raggiunta la località Dosso Alto, lo spettacolo si è palesato davanti a noi. Facendo qualche scatto con il teleobiettivo ho notato verso SudOvest un profilo montuoso piramidale che è visibile dalle montagne veronesi solo in condizioni di orizzonte limpido e questo può accadere soprattutto in inverno. 

Il Monviso, alto 3841 metri, alle cui pendici nasce il fiume Po. Distante dalla Lessinia 330 chilometri. Spettacolo.

Calato el stroo, il buio, abbiamo atteso scemasse il traffico. Come? Osservando i due pianeti del momento, Saturno e Giove in congiunzione, che il 21 dicembre, al Solstizio, raggiungerà l’apice facendoli sembrare sovrapposti.

E tra una chiacchera ed uno sguardo fuori ecco un bolide sopra il Monte Baldo, una grossa meteora, veloce, con colori dal giallo al verde. Ka-boom. Pausa. Emozione. 

“Colpa” delle Geminidi, lo sciame meteorico che in queste notti ci dona magia

E di questi tempi, ce n’è estremo bisogno.

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