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Un po’ della fauna selvatica collinare del Veneto

Ti capita mai di andare in escursione in un luogo dove da un momento all’altro ti aspetteresti la comparsa di qualche animale? Oppure, hai avuto la sensazione di essere sotto osservazione?

Diciamo che più si frequenta un ambiente naturale, ad orari diversi, più si ha la possibilità di vedere la fauna selvatica, è questione di attenzione e sensibilità. Osservando  ed imparando l’attesa, scoprirai che gli animali ci sono, anzi alcuni li puoi individuare senza troppa difficoltà. 

Allenare gli occhi, rallentare il passo, fare meno rumore possibile, controllare il respiro, oppure…installare una fototrappola!

Scherzando ma neanche tanto ho avuto la possibilità di provare una fototrappola di qualità abbastanza bassa ma che andava comunque bene al mio scopo curioso.

Lo ammetto, mi ha sempre attratto l’idea di registrare la vita in un ambiente selvaggio senza la presenza umana, ad altezza ginocchia, per capirsi. 

COME FUNZIONA UNA FOTOTRAPPOLA?

La fototrappola, come la definisce il suo nome, è una fotocamera che funziona come trappola, ovvero attraverso dei sensori di movimento e led ad infrarossi riesce a “catturare” corpi al loro passaggio anche di notte.

Viene utilizzata per sorveglianza, nel mio caso lo scopo è lo studio naturalistico della fauna presente in una certa zona. 

Il settaggio è più o meno complesso, si possono impostare orari, tempi, modalità foto o video, etc. 

I suoi colori permettono di legare la fototrappola sui tronchi e renderla totalmente mimetica

La mia l’ho posizionata in collina, in luoghi remoti e difficili da raggiungere. Qui i sentieri sono quelli solcati dagli animali, dove puoi trovare le tracce di coloro che solitamente escono quando noi non ci siamo.

Aculei di Istrix cristata

Nell’arco di un mese ho spostato la fototrappola tre volte, per sperimentare, dovendo anche cambiare le pile stilo.

Oltre a settare lo strumento nel modo giusto, è fondamentale posizionarlo dove c’è la possibilità che passino animali. Bisogna quindi osservare e studiare il territorio, individuare la presenza di pozze d’acqua, di escrementi, di impronte, di terreno smosso, tutti elementi atti a formare un quadro più preciso.

Ho unito qualche video salvato, non tutti sono stati soddisfacenti. 

Eppure ogni volta che si andava a recuperare la scheda di memoria per poi scaricarla nel pc beh, che emozione!

Vedere gli animali, anche se sfocati, se lontani, se inquadrati male, è sempre coinvolgente

Pensando agli animali che solitamente le persone immaginano vivere in collina, mi aspettavo di filmare in primis i cinghiali, invece…

Per informazioni e curiosità non esitare a contattarmi: 

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